La banca moderna è nata a Napoli

banca moderna napoletana

La banca così come la conosciamo è in realtà esistente da sempre. Già i Greci e i Romani avevano pensato ad un’idea di questo genere, se non addirittura le civiltà precedenti. Ma forse non tutti sanno che la banca moderna scaturisce dal genio e dall’inventiva dei partenopei, e in particolare dei banchi pubblici napoletani. Una vera sorpresa per i vari banchieri nazionali, dato che in molti considerano oggi Milano e Piazza Affari come i veri fulcri finanziari italiani, senza discussione alcuna.

Storia sulla nascita della banca moderna

Quella della banca moderna è davvero una storia ricca di sorprese, con particolari che potrebbero lasciare a bocca aperta gli appassionati del settore. Le origini risalirebbero addirittura al Cinquecento e sarebbero localizzate proprio nella città del Vesuvio. Ovviamente, nel giro di oltre cinque secoli tante cose sono cambiate e l’ambito finanziario ha vissuto una lunga serie di trasformazioni tutte da mettere in evidenza. Nonostante ciò, l’essenza della banca moderna è rimasta sempre identica, con alcuni capi saldi che non hanno subito alcun tipo di modifica sostanziale.

Le tre prerogative fondamentali della prima banca moderna

La localizzazione e la data della nascita della prima banca moderna sono state analizzate e trovate con una certa precisione in seguito ad una vera e propria inchiesta. Infatti, diversi esperti della storia della finanza hanno lavorato per ben due anni e descritto i risultati della loro opera nel corso di un apposito convegno. La dimostrazione è stata illustrata al pubblico presso la Fondazione Banco di Napoli, tra il 15 e il 17 giugno scorsi.

Nell’occasione, sono state mostrate anche le tre prerogative fondamentali che ancora oggi devono caratterizzare qualsiasi banca. Eccole:

  • la circolazione su carta tramite fedi di credito
  • la creazione di credito per rendere la moneta in circolazione dal volume maggiore
  • la nascita dello scoperto di conto corrente

La circolazione tramite banconote di carta stampate dalle banche

Una delle novità che hanno trasformato il concetto di banca riguarda sicuramente la massiccia diffusione fin dagli inizi della circolazione cartacea. In un’epoca caratterizzata da una netta carenza a livello europeo di moneta sotto forma metallica, la carta era diventata un sistema perfetto per fare in modo che i soldi girassero con facilità e rapidità.

Agli albori, i titoli cartacei servivano per presentare i motivi derivanti da ogni pagamento. Eppure, tutto ciò che veniva rappresentato su qualsiasi foglio aveva un grande significato sia storico che culturale. Per esempio, su una carta Caravaggio sentenziò una commissione del valore di 200 ducati a favore di Michelangelo. L’entusiasmante documento risale addirittura al 1606 e presenta un dipinto religioso dal forte impatto con quattro Santi ai piedi della Madonna, mai consegnato né ritrovato.

L’aumento del volume di moneta finanziaria

La nascita della banca moderna così come viene concepita oggi si basa anche su un netto incremento del volume di moneta. Come già detto in precedenza, tale espediente divenne realtà grazie alla creazione di credito, con una circolazione di carta che andava ben oltre la base metallica. Varie fedi di credito risultavano molto utili per fare in modo che prestiti anche piuttosto sostanziosi venissero concessi, nonostante non avessero nulla a che fare con depositi precedenti. Una delle prime applicazioni di questa formula risale al 1612, così come riportato anche dallo storico Libro degli Accomodi del Banco della Pietà.

La modalità dello scoperto di conto corrente

Il terzo dei tre punti di riferimento della banca venuti fuori grazie al Banco di Napoli riguarda la liberalizzazione dello scoperto di conto corrente. Ai quei tempi, questa misura era considerata come una sorta di rivoluzione. Essa ha facilitato fin da subito l’applicazione e la conclusione dei prestiti, oltre ad offre al beneficiario l’opportunità di effettuare una lunga serie di prelievi. Tutto ciò con un limite economico stabilito dalla banca competente, corrispondente ad una cifra proporzionata alle necessità del correntista. Una formula molto adottata dai gestori di attività commerciali, che garantiva la chance di agire sul mercato con maggiore libertà economica.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *